L’albero

Sembra inchinarsi al passaggio dei viandanti.

La mia immaginazione sta prendendo il sopravvento sulla realtà ( anticipo con questa affermazione il commento che il buon Guido probabilmente mi farà.)

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Nuvole

Le nuvole passano lente sopra le comari che chiacchierano a voce alta per colpa della sordità.  Non minacciano nemmeno lontanamente  quella imperturbabile calma del primo pomeriggio. Io scrivo su quaderno rosso tutto quello che direi a chi non può più ascoltarmi. Sarà questa la via per risvegliareil senso e i sensi sopiti?

Abbandono italiano

Abbandono italiano.

Mi hanno regalato una storia ieri.

“In questa casa passavamo l’estate ed eravamo 19 persone in due stanze.Era meraviglioso condividere il sonno e ogni ora della giornata. Avevamo poco ma avevamo tutto per essere spensierati. Poi siamo cresciuti e ci siamo persi. È tutto cambiato”.

Una nostalgia forte di un tempo in cui queste caffettiere  borbottavano allegramente e che sono state abbandonate con delicatezza. Portare via da una casa le caffettiere, forse, sarebbe stato come dichiarare  il fatto che non sarebbero più servite lì. Un abbandono mai interiorizzato.

Al museo

Sono stata alla GNAM (galleria nazionale d’arte moderna) dopo la riapertura.

Mi muovo tra le sale cercando i pezzi che amo di più e ad un tratto mi colpisce il passo lento e sicuro di questa coppia allacciata dolcemente. Un’opera d’arte inaspettata, una performance involontaria. Bella!