Spartaco

Tredicigiugnoduemilatre

Pelle di tamburo.

Ricordo di un dolce luglio finito in un bruciante agosto .

Era lì con l’espressione innocente e il quadro sotto il braccio.

–Andiamo a casa tua? –mi dice – vorrei riappenderlo lì dov’era fino a poche ore fa.

Un gesto semplice,forse innocente dopo che ieri ha messo in subbuglio la mia giornata. Spartaco ama definirsi “ il dio del vento” e mi ha dato prova di sé . ( un uragano , un tifone,un fifone.)

In pochi minuti ha perso la pazienza e ha raccolto ogni traccia della sua permanenza,breve, nella mia casa.

–Addio, non ti preoccupare, non ti cercherò più, non ti disturberò— mai più!

–Disturbo??? Di cosa stai parlando?? Accidenti io ti voglio qui!!! Che cosa hai frainteso??? Che cosa ho fatto di sbagliato? Fino a due minuti fa eravamo abbracciati sul divano a dirci quanto è bello sentirsi così. Mi hai detto “se sei veramente così non ti lascio più”. tu mi fai stare bene, tu mi fai vibrare, tu mi fai sentire………..—

E poi e poi ha cominciato a fare allusioni a presunti amanti, miei, e sorrideva , sembrava scherzasse…………………. Ho detto ridendo—ah , se fai il malfidato puoi andartene via, eh!?! La porta è lì. Non ti tratterrò.

E il tifone si è scatenato.

Giravo per la casa, incredula, –non ci posso credere, non ci posso credere – e il corpo singhiozzava senza che alcuna lacrima scorresse per le guance. Stordita, stupita .

Lui ribolliva ancora davanti alla porta con il tamburo e lo sgabello sulla spalla e il quadro, che solo poche ore prima mi aveva regalato, in mano –- E adesso che fai? piangi per farmi sentire in colpa??—

Ho aperto la porta e l’ho invitato ad uscire immersa in un pathos avvolgente e assoluto. Stremata , istupidita mi sono stesa sul divano—passerà si si passerà, ne sono sicura ,è andato via, ora passerà. Lo stordimento passerà.

Dopo meno di un’ora si è presentato alla porta porgendomi il regalo che gli avevo fatto io—tieni-.

E adesso che farà?- mi sono chiesta.

Calma piatta . stava lì immobile sulla porta e mi fissava. Zitto e fermo.

–vuoi entrare ??

–no—

silenzio

–vuoi entrare solo un attimo??

— no—

— sei fredda!—

che cosa si aspettava che facessi…che mi mettessi ad urlare,che lo provocassi, che gli chiedessi perdono?? Perdono di che?????Di aver ferito il suo orgoglio? Di aver scherzato in modo “pesante”? di non aver rispettato cosa? la sua suscettibilità con soglia di tolleranza impercettibilmente bassa?

Che cosa ho fatto??

–mi spiace di averti ferito —ho detto

–tu sei fredda, insicura hai continuamente bisogno di conferme dagli altri. Tu sei di ghiaccio, non mi hai mai detto che mi ami eppure è da un mese che ci frequentiamo e io te l’ho già detto. Io ti ho già detto _ti amo_ e tu no!!!

Spartacoooooooooo frenaaaaaaaaaaaaaa.

Ha ripreso il volo, il dio del vento si è allontanato per la seconda volta.

Ho sentito il suo “fruscio”e inaspettatamente la mia guancia ha fermato la sua mano. Per due volte ha schiacciato ogni illusione rivelando tutto di sé. Ha spezzato il silenzio durato tre ore…..tutte le cose che dici sono stronzate. Tu non mi ami . io te lo dico sempre .io ti amo da morire e tu no! non me lo dici mai.

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